Le fonti proteiche non hanno tutte le stessa digeribilità: il glutine garantisce sempre massima digeribilità

Nel definire la qualità di una proteina concorrono non solo il profilo aminoacidico, ma anche la sua digeribilità: questa infatti varia a seconda del tipo di fonte proteica. La digeribilità definisce il quantitativo di proteina in grado di essere digerita, assimilata e quindi utilizzata dall’organismo animale per espletare le proprie funzioni vitali. La digestione delle proteine, (così come degli altri macronutrienti della dieta), ha origine nello stomaco per completarsi nell’intestino ad opera di specifici enzimi, in grado di rompere i legami che tengono insieme i vari aminoacidi favorendone l’assorbimento nel circolo sanguigno e il successivo utilizzo da parte dell’organismo per la sintesi delle proteine ad esso necessarie. Il residuo proteico non digerito sarà escreto con le feci generando, talvolta, l’insorgenza di flatulenze e odori sgradevoli.

E’ bene sapere che le fonti proteiche NON offrono la medesima digeribilità! Ecco perché Royal Canin da sempre pone particolare attenzione alla scelta delle materie prime, selezionando con cura i propri fornitori basandosi su elevati standard qualitativi, tra cui le caratteristiche nutrizionali e la digeribilità delle proteine. Vantiamo l’utilizzo di fonti proteiche sia di origine animale che vegetale ma TUTTE caratterizzate da una altissima digeribilità.

Non a caso il glutine di grano (proteina di origine vegetale), impiegato per la produzione dei nostri alimenti, vanta una digeribilità pari al 99% rispetto alla carne di agnello (proteina di origine animale con una digeribilità pari all’88%): ciò significa che essendo nella quasi totalità digerito e assimilato, garantisce ai nostri animali l’utilizzo di un quantitativo maggiore di proteine (12 % in più) riducendo al contempo i volumi fecali e gli odori sgradevoli.

Oltre che per la sua elevata digeribilità proteica, utilizziamo il glutine di grano nei nostri alimenti per il suo elevato valore biologico, per l’apporto in aminoacidi essenziali e per la sua ridotta allergenicità. Ad oggi, infatti, il glutine oltre ad essere una proteina innocua per le persone che non sono affette da Morbo Celiaco, lo è anche per la stragrande maggioranza dei nostri animali, considerato che un disordine più o meno paragonabile alla celiachia nel cane è rarissimo (ad oggi il mondo scientifico ne ha descritti solo 2 casi, uno nel Setter Irlandese l’altro nel Soft Coated Wheaten Terrier) e nel gatto non è stata addirittura mai osservata!

In ultimo, la presenza dell’acronimo L.I.P (Low Indigestible Protein) sulle etichette dei nostri alimenti, sottolineando l’utilizzo di proteine (sia animali sia vegetali) che possono vantare fino al 99% di digeribilità, è un ulteriore conferma dell’elevato valore biologico dei nostri nutrienti.

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